venerdì 23 marzo 2018

“Svuotare la Lavagnina? L’ecosistema di Piota e Gorzente è già al limite della sopravvivenza”

Gianni Repetto, ex presidente del Parco Capanne, come nel 2004 dice no allo sfruttamento del lago vecchio a scopo idropotabile riproposto dal Consorzio Madonna della Rocchetta.


Nel 2004 era contrario e quattordici anni dopo non ha cambiato idea. Gianni Repetto, scrittore di Lerma e insegnante nella scuola media di Mornese, all’epoca era presidente del Parco Capanne di Marcarolo e si oppose all’ipotesi di svuotamento del lago vecchio della Lavagnina, proposto anche allora dal Consorzio Madonna della Rocchetta per avere nuova acqua potabile a disposizione. Oggi il consorzio, che ha ceduto le sue reti idriche (precisamente quelle dei Comuni di Castelletto d’Orba, Parodi Ligure, Mornese, Montaldeo e San Cristoforo) a Gestione Acqua, ha riproposto l’intervento: 500 mila metri cubi di ghiaia da asportare dall’invaso situata all’interno del Parco, per ricavare 700 mila metri cubi di acqua. “Sono anni – Dice Repetto – che la Natura ci prende a schiaffi dopo tutto quello che le abbiamo fatto e continuiamo a farle, ma noi, sempre incaponiti al centro dell’universo, sembra che non abbiamo ancora capito. Vale per tante cose nel nostro paese, dalle grandi opere inutili e dannose al refrain stagionale di città allagate e di montagne che scendono disastrosamente a valle. Ma anche per i reiterati tentativi di consumare ancora più terra, acqua e aria di quello che stiamo già irresponsabilmente facendo”. Fa parte della stessa filosofia, secondo lo scrittore, anche la proposta del Consorzio Madonna della Rocchetta.

All’epoca, come si diceva, il Parco, con Repetto presidente, “fece presente che la zona umida consolidatasi nel tempo sull’invaso stesso aveva livelli di pregio ambientale unici nella nostra Regione, testimoniati da indagini naturalistiche specifiche effettuate da botanici e zoologi di fama internazionale: in una sola mattinata di lavoro sul campo l’entomologo aveva già individuato una biodiversità pari alle zone di maggior pregio della nostra Regione. La Regione, nella persona dell’Assessore all’Ambiente, si espresse negativamente circa il progetto in un’assemblea tenutasi a Lerma e, di concerto con il Parco, fece notare che c’era già un invaso che avrebbe potuto soddisfare la sete dei comuni interessati, il lago nuovo della Lavagnina, e che probabilmente la società che lo gestiva poteva essere interessata a una sua potabilizzazione”. Repetto evidenzia come “l’acquedotto del consorzio “si beve” già tutta l’acqua del Piota – convogliata in Val Gorzente tramite la galleria del Mondovile – torrente che dopo quella presa sparisce quasi completamente e, d’estate, per un lungo tratto è soltanto una pietraia. Continuare a emungere acqua sulla nostra montagna rischia di compromettere irrimediabilmente l’ecosistema fluviale delle valli Piota e Gorzente che, già così, è al limite della sopravvivenza”.

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