Il Consiglio non si pronuncia nuovamente sulla bozza di accordo proposta
da Regione e Provincia: “Nemmeno un euro sulla gestione e sui ruderi
della cascina. Ad Alessandria hanno cambiato ancora idea sulla
destinazione dell'edificio da 1,5 milioni di euro”.
“Una presa in giro”. Così il presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese, Dino Bianchi, ha definito la nuova bozza dell’accordo con Provincia e Regione sul centro di documentazione della Benedicta.
Da mesi ormai il dibattito sull’utilità della struttura, ancora da
completare, tiene banco grazie ai dubbi emersi nel consiglio dell’ente: troppi
i soldi spesi (810 mila euro) e ancora da spendere (altri 750 mila
euro) senza sapere con precisione a cosa servirà l’edificio,
iniziato nel 2011 a mai terminato più che altro per carenza di fondi.
Soldi che sulla carta ora sono stanziati a Torino e Alessandria ma resta
il dubbio sulla destinazione. L’associazione Memoria della
Benedicta in particolare spinge per avere un luogo dove dare ospitalità
(e servizi igienici) ai visitatori del Sacrario, soprattutto studenti, solo per il periodo aprile-maggio.
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